La storia del giardino di Pojega

Il giardino all’italiana

Il conte Antonio Rizzardi nel 1783 decide di commissionare il progetto del Giardino all’architetto Luigi Trezza, uno dei maggiori esponenti dell’architettura neoclassica veneta.
Memore della passione degli avi per l’architettura “in verde” e del “mirabile giardino a terrazze” di Maderno sul Garda, Antonio Rizzardi desidera un progetto ricco di scenografie spettacolari e geometrie imponenti, non tanto per prestigio personale, quanto per accogliere e promuovere le nuove tendenze culturali.
Luigi Trezza riesce a sintetizzare i canoni classici del giardino all’italiana con il gusto “pittoresco” del nascente Romanticismo.
Grazie alle quattro tavole originali del progetto (attualmente conservate nella Biblioteca Civica di Verona) possiamo vedere i progetti originari del giardino: il Belvedere, il Tempietto, il Teatro di verzura e il Laghetto.
Il giardino viene realizzato sui terreni che la famiglia Rizzardi possiede da almeno un secolo e si estende su 54.000 mq, con parti in pendio e parti in piano.
Quattro i percorsi principali: la via del giorno del Viale dei Carpini, la via della notte del sentiero del Boschetto, la via della conoscenza del viale dei cipressi (che unisce il giardino formale al teatro) e la via della virtù del viale del Belvedere.